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Corso di arabo per le Forze dell'ordine e polemiche, interviene la Giunta comunale

Aiutare gli operatori della sicurezza ad avere strumenti in più per operare non può essere scambiata in maniera ridicola come “integrazione al contrario” o sottomissione culturale

Data :

25 ottobre 2026

Categorie:
Sociale
Argomenti:
Polizia
Corso di arabo per le Forze dell'ordine e polemiche, interviene la Giunta comunale
Municipium

Descrizione

Livorno, 25 ottobre 2026 - Corso di arabo per le Forze dell'ordine e polemiche, interviene la Giunta comunale: " Le reazioni al progetto pilota creato a Livorno per l’insegnamento dei rudimenti della lingua araba agli agenti di polizia che volontariamente vogliano farlo, sono il classico esempio dell’isteria degli esponenti di destra quando si propongono elementi che vanno verso le politiche di integrazione e contro l’approccio repressivo. Persino un bambino sarebbe in grado di capire gli elementi base di questo progetto anche partendo solo dal titolo dell'iniziativa "Comprendersi per operare meglio". 
La conoscenza dei rudimenti della lingua consente agli agenti di cogliere parole chiave o comprendere conversazioni immediate in contesti critici, un elemento considerato utile dai servizi di sicurezza internazionali per il monitoraggio e il contrasto al radicalismo.
Fornire agli agenti strumenti per superare le barriere linguistiche temporanee permette di gestire meglio gli interventi quotidiani in cui la mancanza di una lingua condivisa potrebbe ostacolare il lavoro sul campo o rallentare i soccorsi.
L'addestramento linguistico specialistico ricalca le competenze fornite ai reparti militari e di intelligence che operano in scenari internazionali, dove comprendere l'idioma è fondamentale per la tutela del personale e l'efficacia delle operazioni.
Questi elementi sono forti e certi, al punto che in italia ci sono già molti esempi di corsi di questo genere promossi da Comuni, Province e aperti anche on-line.
Insomma come è possibile fare passare un progetto del genere come sottomissione culturale? O non si è capito assolutamente niente, il che è probabile, o si fa finta di non aver capito per rinnovare l’ignobile piano di demonizzare ogni tipo di intervento che guardi al rapporto umano con chi viene da lontano.
A chi ci ricorda che l'integrazione debba basarsi sul presupposto che siano i cittadini stranieri a dover imparare obbligatoriamente l'italiano e a rispettare le leggi locali diamo pienamente ragione, ma aiutare gli operatori della sicurezza ad avere strumenti perché ciò accada più in fretta e con più risultati non può essere scambiata in maniera ridicola come “integrazione al contrario”.
Certo che il Comune di Livorno ha sostenuto l’iniziativa che è partita dai sindacati delle forze di Polizia con il supporto della Comunità Islamica. Lo ha fatto perché chi amministra Livorno deve fare tutto il possibile perché i valori storici della città non vengano cancellati in un mondo che spinge in prima pagina solo l’odio, la repressione e la violenza. Lo ha fatto perché sa che senza integrazione non c’è sicurezza. La destra invece affronta questo tema come altri in modo ideologico, perché non è interessata a risolvere i problemi, ma preferisce lasciare le cose come sono per poter dare sempre la colpa a qualcun altro e lucrarci politicamente, inventando decreti inutili e sempre nuovi reati. È questa la strategia del Governo Meloni: lasciare le criticità irrisolte e scaricarne la responsabilità sugli altri. I problemi delle Forze dell’ordine non sono i corsi di arabo, ma gli organici insufficienti a garantire il rispetto delle regole che già ci sono".

Ultimo aggiornamento: 25 ottobre 2026, 14:18

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