Descrizione
Livorno 3 gennaio 2026 - "Ringrazio per questa onorificenza, è straordinariamente importante, racchiude 40 anni della mia vita. Grazie è una parola piccola, ma racchiude in sè rispetto,stima, amore e un gran senso di responsabilità. Spero sempre di esserne all'altezza in onore vostro".
Così rivolgendosi alla "sua" Curva, al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale un emozionatissimo Igor Protti ha accolto questo pomeriggio 3 gennaio nella sala del Consiglio Comunale di Livorno gremitissima di tifosi, la Livornina d'oro, massima onorificenza della Città.
Igor Protti, riminese di origine, cittadino onorario di Livorno dal 2006, ha voluto ripercorrere brevemente, tra gli applausi i momenti salienti del suo rapporto con la città, da quando, giovanissimo, a soli 17 anni venne mandato a giocare in serie C nel Livorno Calcio e "lì, 40 anni e sei mesi fa scoccò la scintilla. Il mio soprannome era “Il bimbo”, e questo affetto mi ha accompagnato tutta la vita".
Dopo tre anni al Livorno tra l'85 e l'88 la carriera lo portò altrove ma sempre con l'idea di tornare a dare una mano al Livorno e così ha fatto. "Nel '99 presi la macchina, andai da Aldo Spinelli,ebbi il contratto così come lo voleva lui, me lo feci andare bene, e lì quella scintilla è diventata fuoco, che ha forgiato l'acciaio, che è quello che ci lega, quel filo che ci lega".
La cerimonia è stata aperta dal presidente del Consiglio Comunale Pietro Caruso il quale ha ricordato i meriti sportivi e umani di Protti, che ha scelto di restare a Livorno fino a "farci guardare il sole della serie A", e gli ha rivolto un grazie per il essere un esempio di umiltà e per aver saputo incarnare lo spirito di Livorno, fiero,ribelle e profondamente generoso".
L'onorificenza è stata quindi consegnata al calciatore dal sindaco Luca Salvetti del quale riportiamo l'intervento :"In 45 anni, da quando è stata istituita, la Livornina è andata a grandi personaggi che hanno contribuito a costruire e a guidare questa città, ex Sindaci, artisti di valore, antifascisti, realtà della vita economica, sociale e culturale di Livorno. Per tutti il tratto distintivo era quello di aver operato per il bene della città e dei suoi cittadini.
Ecco se io parto da questo elemento il riconoscimento che noi oggi diamo a Igor Protti ha una valenza e una forza unica.
Per me tutto comincia nell’estate del 1985, Vezio Benetti che intervista Pippo Brandolini idolo delle folle all’epoca e li accanto un giovanissimo Igor Protti che ascolta, inconsapevole allora di ciò che diventerà per la gente di Livorno, ovvero il giocatore più forte ed importante della storia amaranto e l’uomo che con le sue scelte, in più di un’occasione, riuscirà a sottolineare con forza il senso di appartenenza e l’orgoglio labronico. Igor è partito da Livorno per una carriera straordinaria ed è tornato tre volte con ruoli e situazioni diverse per aiutare la squadra e la città.
Una prima volta da giocatore nel 1999 quando poteva accettare le offerte dalla serie A tedesca e optò invece per il Livorno in C1 costruendo da quel momento un percorso stratosferico con due storiche promozioni, 282 presenze e 125 gol.
Una seconda volta il 24 giugno del 2016 quando, con il Livorno tornato in Lega Pro, c’è la necessità di ricostruire tutto. L’operazione riesce a pieno, gestisce al meglio la burrascosa stagione con Sottil in panchina e riconquista il campionato cadetto.
La terza volta del ritorno di Igor in amaranto è quella dell’estate 2021 quando la città decide di lasciare l’A.S. Livorno al proprio destino e dare vita al nuovo corso, con l’Unione sportiva nella quale Igor aveva esordito da giocatore. A Ferragosto Protti dice si e ancora una volta torna al capezzale amaranto, lo fa non quando ci sono solo applausi da prendere ma quando c’è soprattutto da “sporcarsi le mani”, questa volta sui campi dei dilettanti con tante categorie da scalare ma con la gente di Livorno che è tornata a sorridere.
Nella presentazione ufficiale della squadra che comincia a prendere forma riassaporiamo antiche emozioni. Allo stadio Armando Picchi ci sono applausi per tutti ma c’è una vera e propria ovazione per Igor, lui parla poco ma lancia subito i messaggi giusti: “Da subito pronto a dare cuore e anima per la ricostruzione del nuovo Livorno e per trasmettere ai giocatori l’importanza della maglia amaranto”.
Igor adesso riceve la Livornina d’oro dopo aver ricevuto la cittadinanza onoraria, il quadro è completo per un giocatore che ha regalato a noi livornesi memorabili imprese sportive ma soprattutto per un uomo che ha dimostrato quanto e come si può amare una città e la sua gente, per entrambe le cose ti saremo grati sempre".
Sono seguiti gli interventi molto applauditi di Giovanni Giannone, presidente provinciale Coni, e di Lenny Bottai, rappresentante del tifo della Curva Nord.
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Ultimo aggiornamento: 3 gennaio 2026, 18:17