Cos'è
Torna a Livorno dopo oltre trenta anni per la stagione lirica Macbeth, uno dei capolavori di Giuseppe Verdi nato dall’incontro del compositore di Busseto con il teatro di William Shakespeare: due le rappresentazioni in programma al Teatro Goldoni venerdì 20 febbraio, alle ore 20 ed in replica domenica 22 febbraio, alle ore 16.
L’opera in quattro atti andrà in scena nel nuovo allestimento coprodotto da un pool di teatri nazionali (Verdi di Pisa, Alighieri di Ravenna, Carlo Felice di Genova, Comunale di Ferrara, Pavarotti-Freni di Modena, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Teatro Galli di Rimini, Goldoni di Livorno), in alcuni dei quali ha già debuttato.
Macbeth è un melodramma straordinario per profondità e capacità di lettura del fenomeno umano, campo di battaglia fra ambizione e colpa, fabula della collisione senza tempo tra volontà umana e destino: “Il soggetto è preso da una delle più grandi tragedie che vanta il teatro – scrisse Verdi – ed io ho cercato di farne estrarre tutte le posizioni con fedeltà e di fare della musica attaccata il più che poteva alla parola”. Macbeth ebbe la sua prima rappresentazione assoluta al Teatro della Pergola di Firenze il 14 marzo 1847: all’età di 34 anni, Verdi aveva già raggiunto una fama più che considerevole; riceveva commissioni dai principali teatri italiani e le sue opere venivano rappresentate nei maggiori teatri del panorama internazionale. Le cronache del tempo ci parlano di oltre 100 prove con gli interpreti alla presenza dell’autore; al suo apparire ebbe un buon successo, circolò nei teatri italiani ed europei negli anni immediatamente successivi, ma faticò ad entrare stabilmente in repertorio, finché l’inaugurazione scaligera del 1952 non la riportò all’attenzione del panorama lirico internazionale imponendola per quel capolavoro drammatico che è, grazie alla strepitosa interpretazione della mitica Maria Callas nei panni della protagonista femminile diretta da Luchino Visconti. Da allora è titolo verdiano tra i più frequentati nei teatri di tutto il mondo: a Livorno l’ultima apparizione risale al Teatro La Gran Guardia nel 1994 con il tenore Andrea Bocelli nei panni di Macduff, mentre al Goldoni conta un’unica apparizione nel 1980 diretta dall’indimenticato Antonio Bacchelli.
La parte musicale vedrà la direzione di Giuseppe Finzi sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, Coro Lirico di Modena (maestro del coro Giovanni Farina); il M° Finzi, dopo una lunga esperienza nello staff musicale del Teatro alla Scala dove ha lavorato accanto a Riccardo Muti ed ai più importanti nomi del panorama internazionale, ha intrapreso la carriera di direttore d’orchestra in campo lirico e sinfonico, che lo ha portato ad una duratura collaborazione con la San Francisco Opera ed importanti debutti in Teatri quali Deutsche Oper di Berlino, Massimo di Palermo, San Carlo di Napoli, Gran Teatre del Liceu di Barcelona, Festival di Bregenz, Korean National Opera, l’Opéra di Monte Carlo e molti altri.
La parte visiva dello spettacolo si avvale della regia di Fabio Ceresa, considerato uno dei registi teatrali più promettenti della sua generazione, vincitore dell’International Opera Awards 2016 come Giovane Regista: “La sorte degli uomini è affidata al caso oppure ad un destino già scritto? – afferma – Il testo di Macbeth non lascia adito a dubbi: l’ordine dell’universo precede e governa la volontà umana. Il nostro mondo è il misero teatro dove gli uomini vengono mossi dai fili invisibili da un’intelligenza superiore che nel Macbeth sono le streghe. Sono le architette invisibili di un codice che attraversa il tempo. Nessun dio le comanda. Esse non eseguono la legge: sono la legge stessa”. In questo allestimento la dialettica tra due mondi sarà rappresentata dal disegno della scenografia firmato da Tiziano Santi, con i costumi di Giuseppe Palella che incarnano la dimensione sacra e vertiginosa del mito, lighting designer Cristian Zucaro: “Verso di noi il proscenio, la realtà materiale dove si muovono personaggi – prosegue Ceresa – In fondo alla scena, la dimensione sottile dove esistono le cose che non sono ancora e quelle che non sono più. A collegare questi due piani, un percorso astratto composto da cornici concentriche: il varco tra i due universi che percorriamo alla nascita ed alla morte”. Ceresa ha iniziato la sua carriera al Teatro alla Scala di Milano, collaborando con molti dei più importanti registi contemporanei ed oggi firma realizzazioni per importanti teatri in Italia ed all’estero.
Protagonista un cast importante composto da Franco Vassallo (Macbeth), Roberto Scandiuzzi (Banco), Marily Santoro (Lady Macbeth), Erica Cortese (Dama di Lady Macbeth), Matteo Falcier (Macduff), Francesco Pittari (Malcolm), Alin Anca (Medico/Domestico); Ludovico Ulivelli e Sofia Ristori (Seconda e Terza apparizione), sono solisti del Coro di Voci Bianche "G. Bonamici" di Pisa. Compagnia di danza Fattoria Vittadini, coreografie di Mattia Agatiello.
Si ricorda che Macbeth sostituisce l’altro titolo verdiano Otello inizialmente annunciato per il 27 febbraio e 1 marzo; i biglietti emessi e gli abbonamenti mantengono la loro validità.
Biglietti in vendita presso il botteghino del Goldoni il martedì e giovedì ore 10/13 e il mercoledì, venerdì e sabato ore 16.30/19.30; nel giorno di spettacolo la biglietteria aprirà due ore prima dell’inizio. Vendita online ticketone.it; prezzi da € 35 ad € 43; loggione € 20; ridotto Under 35 € 20 in ogni settore. Tutte le info su www.goldoniteatro.it
A chi è rivolto
A tutti i cittadini
Date e orari
22 feb
22
feb
Costo
Biglietti: prezzi da € 35 ad € 43; loggione € 20; ridotto Under 35 € 20 in ogni settore
Luogo
Punti di contatto
Ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2026, 13:45